Espressioni sconvenienti ed offensive: l’illecito non è scriminato dall’eventuale veridicità dei fatti

L’espressione tacciata di offensività riveste rilievo deontologico “di per sé”, cioè a prescindere dalla veridicità dei fatti che hanno dato luogo alla presentazione dell’esposto.

Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Napoli, rel. Pizzuto), sentenza n. 234 del 29 agosto 2025

Classificazione

- Decisione: Consiglio Nazionale Forense, sentenza n. 234 del 29 Agosto 2025 (respinge) (censura)
- Consiglio territoriale: CDD LAquila, delibera n. 20 del 24 Novembre 2022 (sospensione)
Giurisprudenza CNF

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