Divieto di reformatio in pejus: il parziale accoglimento dell’impugnazione NON impone una corrispondente riduzione della sanzione irrogata dal Consiglio territoriale

Il parziale accoglimento dell’impugnazione (nella specie, per prescrizione di uno degli illeciti contestati) non impone sic et simpliciter una corrispondente riduzione della sanzione irrogata dal Consiglio territoriale, giacché questa è determinata non già per effetto di un mero computo matematico né in base ai principi codicistici in tema di concorso di reati, ma in ragione dell’entità della lesione dei canoni deontologici.

Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Napoli, rel. Cancellario), sentenza n. 101 del 26 marzo 2026

NOTA:
In senso conforme, CNF n. 93/2026, CNF n. 17/2026, CNF n. 3/2026, CNF n. 264/2025, CNF n. 56/2025, CNF n. 390/2024, CNF n. 283/2024, CNF n. 278/2024, CNF n. 231/2024, CNF n. 141/2024, CNF n. 116/2023, CNF n. 230/2022, CNF n. 199/2022, CNF n. 107/2022, CNF n. 57/2022, Cass. n. 20383/2021, CNF n. 81/2021, CNF n. 141/2020, CNF n. 130/2020, CNF n. 156/2019, CNF n. 76/2018; in sede di Legittimità cfr. Cass. n. 20383/2021 la quale ha così rivisto il proprio precedente orientamento, espresso con la sentenza Cass. n. 2506/2020.

Classificazione

– Decisione: Consiglio Nazionale Forense, sentenza n. 101 del 26 Marzo 2026 (respinge) (sospensione)
– Consiglio territoriale: CDD Roma, delibera del 09 Agosto 2022 (sospensione)