Commette e consuma illecito deontologico l’avvocato che non si contiene verbalmente di fronte ad un addetto alla cancelleria

Il comportamento dell’avvocato deve essere adeguato al prestigio della classe forense, che impone comportamenti individuali ispirati a valori positivi, immuni da ogni possibile giudizio di biasimo, etico, civile o morale. Pertanto, in ogni rapporto interpersonale, indipendentemente dalla persona con cui interagisce, l’avvocato deve tenere un contegno ispirato alla necessaria salvaguardia della dignità della professione forense (Nel caso di specie, l’avvocato aveva apostrofato un cancelliere con “maleducato e cafone”).

Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Napoli, rel. Santinon), sentenza n. 242 del 11 settembre 2025

Classificazione

- Decisione: Consiglio Nazionale Forense, sentenza n. 242 del 11 Settembre 2025 (respinge) (sospensione)
- Consiglio territoriale: CDD Ancona, delibera n. 14 del 15 Settembre 2021 (sospensione)
Giurisprudenza CNF

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