Il compenso può ritenersi sproporzionato od eccessivo ex art. 29 codice deontologico solo al termine di un giudizio di relazione condotto con riferimento a due termini di comparazione, ossia l’attività espletata e la misura della sua remunerazione da ritenersi equa; solo una volta che sia stato quantificato l’importo ritenuto proporzionato può essere formulato il successivo giudizio di sproporzione o di eccessività che, come ovvio, presuppone che la somma richiesta superi notevolmente l’ammontare di quella ritenuta equa.
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Patelli, rel. Ollà), sentenza n. 305 del 3 novembre 2025
Classificazione
- Decisione: Consiglio Nazionale Forense, sentenza n. 305 del 03 Novembre 2025 (accoglie) (assoluzione)- Consiglio territoriale: CDD Palermo, delibera del 10 Febbraio 2022 (radiazione)
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