Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante, che viola i doveri di correttezza e lealtà, l’avvocato che nonostante sia stato cautelarmente sospeso assuma un incarico professionale e trattenga arbitrariamente somme dei clienti a titolo di compenso senza alcuna autorizzazione. (Nella specie considerati i significativi precedenti disciplinari è stata confermata la sanzione della radiazione). (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Torino, 6 giugno 1996).
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. GALATI, rel. GAZZARA), sentenza del 3 dicembre 1998, n. 186