La sentenza penale irrevocabile di assoluzione, pronunciata con la formula che il fatto non sussiste o che l’imputato non lo ha commesso, comporta l’esclusione del verificarsi del fatto storico di cui alla fattispecie incriminatrice: da tale pronuncia consegue il proscioglimento dell’incolpato in sede disciplinare solo allorché anche questo verta su quei medesimi fatti, ditalché debba escludersi l’ontologica esistenza delle condotte deontologicamente rilevanti.
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La sospensione cautelare non è del tutto autonoma dalla (apertura e) definizione del procedimento disciplinare
È ben vero che la sospensione cautelare non richiede la preventiva formale apertura di un procedimento disciplinare, ma questo deve comunque (iniziare e) concludersi entro sei mesi dalla sua irrogazione con un provvedimento sanzionatorio più grave delle censura, a pena di sopravvenuta inefficacia della stessa (art. 60 co. 3 e 4 L. n. 247/2012).
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Ollà), sentenza n. 275 del 1° dicembre 2023
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Avvocati stabiliti: vietato l’uso di abbreviazioni equivoche che ingenerino confusione sul titolo professionale posseduto
L’avvocato stabilito è tenuto a fare uso del titolo professionale di origine, indicato per intero nella lingua o in una delle lingue ufficiali dello Stato membro di origine, in modo comprensibile e tale da evitare confusione con il titolo di avvocato ex art. 7 D.Lgs. n. 96/2001 (Nel caso di specie, l’abogado aveva utilizzato nei propri atti e corrispondenza di studio l’abbreviazione “Avv.”).
NOTA:
Per un caso analogo, cfr. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Sacco), sentenza n. 18 del 28 febbraio 2023, Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Melogli, rel. Giraudo), sentenza n. 238 del 28 dicembre 2021, nonché Consiglio Nazionale Forense (pres. Alpa, rel. Salazar), sentenza del 26 settembre 2014, n. 115.
In arg. cfr. pure:- Consiglio Nazionale Forense (pres. Mascherin, rel. Picchioni), sentenza del 12 settembre 2018, n. 104, confermata da Corte di Cassazione (pres. Petitti, rel. Acierno), SS.UU, sentenza n. 17563 del 28 giugno 2019 (abbreviazione “Av.” per “Avogado”);
- Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Stoppani, rel. Virgintino), sentenza n. 90 del 13 giugno 2022 (abbreviazione “p.Avv.” per praticante avvocato).
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L’omessa o tardiva fatturazione di compensi percepiti
L’avvocato ha l’obbligo, sanzionato dagli art. 16 cdfArt. 16 cdf – Dovere di adempimento fiscale, previdenziale, assicurativo e contributivoL’avvocato deve provvedere agli adempimenti fiscali e previdenziali previsti dalle norme in materia. L’avvocato deve adempiere agli obblighi assicurativi previsti dalla legge. L’avvocato deve corrispo…Leggi il testo completo → e art. 29 cdfArt. 29 cdf – Richiesta di pagamentoL’avvocato, nel corso del rapporto professionale, può chiedere la corresponsione di anticipi, ragguagliati alle spese sostenute e da sostenere, nonché di acconti sul compenso, commisurati alla quantit…Leggi il testo completo → (già art. 15 cod. prev.Art. 15 cod. prev. – Dovere di adempimento previdenziale e fiscale.L’avvocato deve provvedere regolarmente e tempestivamente agli adempimenti dovuti agli organi forensi nonché agli adempimenti previdenziali e fiscali a suo carico, secondo le norme vigenti.Leggi il testo completo →), di emettere fattura tempestivamente e contestualmente alla riscossione dei compensi, restando irrilevante l’eventuale ritardo nell’adempimento in parola, non preso in considerazione dal codice deontologico.
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L’inadempimento al mandato professionale e le false o reticenti informazioni al cliente
Integra inadempimento deontologicamente rilevante al mandato (art. 26 cdfArt. 26 cdf – Adempimento del mandatoL’accettazione di un incarico professionale presuppone la competenza a svolgerlo. L’avvocato, in caso di incarichi che comportino anche competenze diverse dalle proprie, deve prospettare al cliente e…Leggi il testo completo → già art. 38 cod. prev.Art. 38 cod. prev. – Inadempimento al mandato.Costituisce violazione dei doveri professionali, il mancato, ritardato o negligente compimento di atti inerenti al mandato quando derivi da non scusabile e rilevante trascuratezza degli interessi dell…Leggi il testo completo →) e violazione doveri di probità, dignità e decoro (art. 9 cdfArt. 9 cdf – Doveri di probità, dignità, decoro e indipendenzaL’avvocato deve esercitare l’attività professionale con indipendenza, lealtà, correttezza, probità, dignità, decoro, diligenza e competenza, tenendo conto del rilievo costituzionale e sociale della di…Leggi il testo completo →, già art. 5 cod. prev.Art. 5 cod. prev. – Doveri di probità, dignità e decoro.L’avvocato deve ispirare la propria condotta all’osservanza dei doveri di probità, dignità e decoro. I. Deve essere sottoposto a procedimento disciplinare l’avvocato cui sia imputabile un comportament…Leggi il testo completo → e art. 8 cod. prev.Art. 8 cod. prev. – Dovere di diligenza.L’avvocato deve adempiere i propri doveri professionali con diligenza.Leggi il testo completo →) la condotta dell’avvocato che, dopo avere accettato incarichi difensivi, abbia omesso di dare esecuzione al mandato professionale ed abbia fornito all’assistito, a seguito delle sue ripetute richieste, false indicazioni circa lo stato delle cause.
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Procedimento disciplinare: il rinvio dell’udienza per legittimo impedimento dell’incolpato
L’incolpato ha diritto ad ottenere il rinvio dell’udienza in presenza di una situazione di legittimo impedimento, tale dovendosi, però, considerare solo un impedimento assoluto a comparire e non una qualsiasi situazione di difficoltà. Peraltro, la prova del legittimo impedimento deve essere fornita dall’incolpato mentre il giudice non ha alcun obbligo di disporre accertamenti al fine di completare l’insufficiente documentazione probatoria.
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La giurisdizione generalizzata speciale del CNF in materia elettorale forense comprende anche le impugnazioni delle elezioni dei componenti dei CDD
Il Consiglio Nazionale Forense ha giurisdizione speciale ed esclusiva in materia elettorale forense, tra cui rientrano i reclami proposti avverso le elezioni dei componenti dei Consigli Distrettuali di Disciplina, anche per ragioni di omogeneità, concentrazione e coerenza, giacché non avrebbe ragion d’essere una doppia giurisdizione, domestica con riguardo all’elezione dei consigli dell’ordine e amministrativa ordinaria per quanto riguarda l’elezione dei componenti dei CDD.
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Corona), sentenza n. 269 del 28 novembre 2023
NOTA:
In senso conforme, sempre relativamente alle elezioni dei CDD, cfr. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Sorbi), sentenza n. 10 del 24 febbraio 2023, nonché Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Picchioni, rel. Picchioni), sentenza n. 98 del 13 luglio 2020. Sulla giurisdizione del CNF anche relativamente alle elezioni del CPO, cfr. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Scarano), sentenza n. 207 del 19 ottobre 2023, Consiglio Nazionale Forense (pres. Masi, rel. Stoppani), sentenza n. 151 del 17 luglio 2021, Consiglio Nazionale Forense (pres. Masi, rel. Stoppani), sentenza n. 22 del 12 febbraio 2021. -
L’esponente non può impugnare al CNF la delibera di archiviazione del procedimento disciplinare
La legittimazione ad impugnare le decisioni disciplinari del Consiglio territoriale non compete all’esponente, il cui eventuale ricorso deve pertanto ritenersi inammissibile, ferma restando la facoltà di rivolgersi al giudice civile o penale per far valere i propri interessi (Nella specie, l’esponente aveva impugnato il provvedimento di “archiviazione per manifesta infondatezza” del suo esposto).
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Scarano), sentenza n. 267 del 28 novembre 2023
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Rigetto della domanda di iscrizione o reiscrizione all’albo: il termine per l’impugnazione al CNF è previsto a pena di decadenza
Avverso la delibera del COA che decide sulla domanda di iscrizione o reiscrizione all’albo, l’interessato può proporre ricorso al CNF, entro venti giorni dalla sua notificazione (art. 17 comma 7 L. 247/2012), a pena di inammissibilità dell’impugnazione proposta oltre detto termine (come nella specie).
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Scarano), sentenza n. 266 del 28 novembre 2023
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L’omessa restituzione di documenti al cliente costituisce illecito permanente
La violazione dell’art. 33 cdfArt. 33 cdf – Restituzione di documentiL’avvocato, se richiesto, deve restituire senza ritardo gli atti ed i documenti ricevuti dal cliente e dalla parte assistita per l’espletamento dell’incarico e consegnare loro copia di tutti gli atti…Leggi il testo completo → (Restituzione di documenti) costituisce illecito deontologico permanente. Conseguentemente, il relativo dies a quo prescrizionale va individuato nel momento cui: 1) il professionista ponga fine all’omissione ovvero effettui il comportamento positivo dovuto, oppure 2) sollecitato in tal senso, opponga il rifiuto affermando l’asserita legittimità del proprio contegno, con la precisazione che tale diritto debba essere rivendicato espressamente nei confronti dell’altra parte contrattuale (cliente/parte assistita) e non nelle difese contro la pretesa punitiva dello Stato esercitata con il processo penale ovvero in sede disciplinare; 3) in ogni caso, al fine di evitare una irragionevole imprescrittibilità dell’illecito stesso, un “limite alternativo” alla sua permanenza deve essere individuato nella decisione disciplinare di primo grado.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Greco, rel. Altieri), sentenza n. 262 del 28 novembre 2023
NOTA:
In senso conforme, da ultimo, Consiglio Nazionale Forense, pres. Greco, rel. Cancellario, sentenza n. 156 del 25 luglio 2023.