Autore: admin

  • Il termine di impugnazione del provvedimento di sospensione a tempo indeterminato per mancato pagamento dei contributi a Cassa forense

    Avverso il provvedimento del COA di sospensione a tempo indeterminato dell’iscritto per omesso versamento dei contributi previdenziali dovuti a Cassa forense, l’interessato può proporre impugnazione al CNF entro 60 giorni dalla notifica, che è il termine generale previsto per l’impugnazione degli atti amministrativi, stante la natura non disciplinare del provvedimento di sospensione, che rende appunto inapplicabile il minore termine di giorni trenta previsto per l’impugnazione delle sanzioni disciplinari (Nel caso di specie, l’avvocato aveva omesso il pagamento dei contributi nella convinzione di non essere iscritto all’albo forense).

    Consiglio Nazionale Forense (pres. Greco, rel. Consales), sentenza n. 266 del 20 giugno 2024

  • Art. 24 Codice Deontologico Forense – Conflitto di interessi

    Non incorre nella violazione dell’art. 24 cdfArt. 24 cdf – Conflitto di interessiL’avvocato deve astenersi dal prestare attività professionale quando questa possa determinare un conflitto con gli interessi della parte assistita e del cliente o interferire con lo svolgimento di alt…Leggi il testo completo → (conflitto di interessi) l’avvocato che accetta incarichi dagli amministratori/commissari di una società in gestione straordinaria all’esito di interdittiva antimafia per l’assistenza degli stessi innanzi al TAR e, nello stesso periodo temporale, altresì assiste i medesimi commissari in giudizi civili instaurati contro di essi dalla medesima Gestione separata della società colpita da interdittiva. Ciò sul presupposto che l’applicazione di misure straordinarie di gestione, sostegno e monitoraggio di imprese nell’ambito della prevenzione anticorruzione e antimafia, dà vita a una gestione separata circoscritta alla gestione di contratti oggetto della misura, da attuarsi con la costituzione di un patrimonio separato ai sensi dell’art. 2447 bis c.c. nel perseguimento dell’interesse pubblico cui è preposto il commissariamento.

    Consiglio distrettuale di disciplina di Napoli (pres. Palumbo, rel. Ferri), decisione n. 77 del 20 novembre 2023

  • L’esponente non può impugnare al CNF la delibera di archiviazione del procedimento disciplinare

    La legittimazione ad impugnare le decisioni disciplinari del Consiglio territoriale non compete all’esponente, il cui eventuale ricorso deve pertanto ritenersi inammissibile, ferma restando la facoltà di rivolgersi al giudice civile o penale per far valere i propri interessi (Nella specie, l’esponente aveva impugnato il provvedimento di “archiviazione per manifesta infondatezza” del suo esposto).

    Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Cancellario), sentenza n. 265 del 20 giugno 2024

  • Artt. 27 Dovere di informazione e 33- Restituzione di documenti Codice Deontologico Forense

    L’avvocato che, ottenuto un decreto ingiuntivo a favore del proprio cliente nell’adempimento del mandato ricevuto, ometta allo stesso, pur reiteratamente richiestone, qualsiasi informazione sull’esito della procedura, commette la violazione prevista e sanzionata dall’art. 27 co. 6 cdfArt. 27 cdf – Doveri di informazioneL’avvocato deve informare chiaramente la parte assistita, all’atto dell’assunzione dell’incarico, delle caratteristiche e dell’importanza di quest’ultimo e delle attività da espletare, precisando le i…Leggi il testo completo →, a nulla rilevando l’esito favorevole ottenuto, in quanto la norma citata tende a preservare i doveri informativi gravanti sul professionista nei confronti del cliente, quale segno distintivo di proibità, lealtà diligenza e correttezza che caratterizzano la condotta dell’Avvocato.
    Parimenti l’omessa restituzione al cliente della documentazione ricevuta per l’espletamento del mandato integra gli estremi della violazione del canone deontologico di cui all’art. 33 comma 1 CDF, non rilevando, nemmeno come causa attenuante della sanzione, l’avvenuta restituzione degli stessi solo dopo l’incardinamento del procedimento disciplinare.
    (Fattispecie nella quale l’avvocato incolpato veniva sanzionato con la censura poiché, dopo aver ottenuto per conto della propria cliente un decreto ingiuntivo, rifiutava qualsiasi informazione alla stessa, nonché reiteratamente la restituzione dei documenti fornitogli per l’espletamento dell’incarico, provvedendo alla loro restituzione solo durante il dibattimento del procedimento disciplinare).

    Consiglio distrettuale di disciplina di Napoli (pres. de Benedictis, rel. Di Maio), decisione n. 75 del 16 ottobre 2023

  • L’inadempimento al mandato non è automatica fonte di responsabilità disciplinare

    L’inadempimento al mandato non ha rilevanza deontologica ex se, giacché l’inadempimento contrattuale, quantunque rilevante sul piano della responsabilità civile, integra anche responsabilità disciplinare solo quando l’inadempimento stesso derivi da “non scusabile e rilevante trascuratezza” ex art. 26 cdfArt. 26 cdf – Adempimento del mandatoL’accettazione di un incarico professionale presuppone la competenza a svolgerlo. L’avvocato, in caso di incarichi che comportino anche competenze diverse dalle proprie, deve prospettare al cliente e…Leggi il testo completo →.

    Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Melogli, rel. Atzori), sentenza n. 264 del 20 giugno 2024

    NOTA:
    In senso conforme, CNF n. 141/2024, CNF n. 40/2003, CNF n. 147/2020, CNF n. 203/2018.

  • Radiazione per l’avvocato che favoreggi o sfrutti la prostituzione

    Costituisce (anche) grave illecito disciplinare, meritevole della massima sanzione disciplinare perché lede i principi di dignità, probità e decoro (art. 9 cdfArt. 9 cdf – Doveri di probità, dignità, decoro e indipendenzaL’avvocato deve esercitare l’attività professionale con indipendenza, lealtà, correttezza, probità, dignità, decoro, diligenza e competenza, tenendo conto del rilievo costituzionale e sociale della di…Leggi il testo completo →) con conseguente pregiudizio per l’immagine e la dignità dell’intero ceto forense, il comportamento dell’avvocato diretto al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione, nonché al riciclaggio e all’usura (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della radiazione).

    Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Melogli, rel. Ollà), sentenza n. 263 del 20 giugno 2024

  • Procedimento disciplinare: una difesa dilatoria, pretestuosa ed ostruzionistica dell’incolpato rileva ai fini della dosimetria della sanzione

    In tema di procedimento disciplinare, un atteggiamento palesemente dilatorio e pervicacemente pretestuoso ovvero ostruzionistico dell’incolpato, che però non costituisca manifestazione del diritto di difesa, sono indice della propria inadeguatezza a recepire correttamente i canoni deontologici e la loro portata sicché -quale valutazione del comportamento rilevante ex art. 21 cdfArt. 21 cdf – Potestà disciplinareSpetta agli Organi disciplinari la potestà di applicare, nel rispetto delle procedure previste dalle norme, anche regolamentari, le sanzioni adeguate e proporzionate alla violazione deontologica comme…Leggi il testo completo →– escludono una possibile attenuazione della sanzione disciplinare di cui anzi possono comportare un eventuale aggravamento.

    Consiglio Nazionale Forense (pres. Greco, rel. Feliziani), sentenza n. 262 del 14 giugno 2024

  • L’omesso o tardivo deposito di atti processuali

    Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante l’avvocato che, in difetto di strategia difensiva d’accordo col cliente, ometta di depositare atti giudiziari nei termini processuali per non scusabile e rilevante trascuratezza (Nel caso di specie, l’avvocato aveva omesso di depositare gli atti conclusivi di un giudizio).

    Consiglio Nazionale Forense (pres. Greco, rel. Feliziani), sentenza n. 262 del 14 giugno 2024

    NOTA:
    In senso conforme, per tutte, CNF n. 199/2020.

  • L’esercizio della professione in periodo di sospensione

    Pone in essere un comportamento deontologicamente riprovevole, in quanto contrario alla disposizione specifica contenuta nell’art. 36 co. 1 cdfArt. 36 cdf – Divieto di attività professionale senza titolo e di uso di titoli inesistentiCostituisce illecito disciplinare l'uso di un titolo professionale non conseguito ovvero lo svolgimento di attività in mancanza di titolo o in periodo di sospensione. Costituisce altresì illecito disc…Leggi il testo completo →, l’avvocato che eserciti attività professionale in periodo di sospensione, amministrativa o disciplinare, a nulla rilevando in contrario l’asserita buona fede dell’incolpato.

    Consiglio Nazionale Forense (pres. Greco, rel. Feliziani), sentenza n. 262 del 14 giugno 2024

  • INDEMPIMENTO OBBLIGAZIONI VERSO TERZI. ILLECITO A CARATTERE PERMANENTE

    Costituisce violazione degli articoli 9 (doveri di probità, dignità, decoro e indipendenza), 30 n. 3 (gestione di fondi non riferibili a clienti), 63 (rapporti con i terzi) e 64 (obbligazione di adempiere a obbligazioni assunte nei confronti di terzi) il comportamento dell’avvocato che non restituisce tempestivamente la somma indebitamente percepita da terzi. Tale violazione rientra nella categoria dell’illecito a carattere permanente fino a quando le somme non vengono restituite e/o pagate.

    Consiglio distrettuale di disciplina di Napoli (pres. de Benedictis, rel. Di Maio), decisione n. 70 del 7 novembre 2023