Appropriazione indebita: la ludopatia non scrimina l’illecito deontologico

La riferibilità di un atto alla sfera di volontà di un soggetto (cd. suitas) può essere messa in discussione in presenza di conclamate patologie di tipo psichiatrico che facciano gravemente scemare l’attitudine a rendersi conto della natura e delle conseguenze dei propri atti e del contesto ambientale e relazionale in cui essi vengono ad incidere ovvero la capacità di dominio delle proprie emozioni. Pertanto, la ludopatia, l’alcolismo o la tossicodipendenza – pur essendo fenomeni di grave impatto sociale ed economico, con gravi risvolti di natura psicologica – non rappresentano necessariamente incapacità naturale a meno che non siano collegati ad una patologia psichiatrica, da provarsi mediante accertamenti medici obiettivi, i quali non possono quindi basarsi sulla mera anamnesi del paziente.

Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Gagliano), sentenza n. 246 del 11 settembre 2025

Classificazione

- Decisione: Consiglio Nazionale Forense, sentenza n. 246 del 11 Settembre 2025 (respinge) (sospensione)
- Consiglio territoriale: CDD Napoli, delibera n. 17 del 22 Maggio 2023 (sospensione)
Giurisprudenza CNF

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