Illecita la partecipazione ad un procedimento di mediazione in periodo di sospensione dall’esercizio della professione forense

Pone in essere un comportamento deontologicamente riprovevole, in quanto contrario alla disposizione specifica contenuta nell’art. 36 co. 1 cdf, l’avvocato che eserciti attività professionale in periodo di sospensione, amministrativa o disciplinare, peraltro a nulla rilevando in contrario l’asserita buona fede dell’incolpato (Nel caso di specie, il professionista aveva aveva partecipato ad un procedimento di mediazione […]

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Sinistri e transazione: il compenso percepito dall’assicurazione è satisfattivo (salvo diverso accordo col cliente)

In tema di transazione stragiudiziale sul risarcimento del danno, integra illecito disciplinare il comportamento dell’avvocato che, in assenza di accordo scritto sul compenso ex art. 2233 cod. civ., richieda al Cliente un compenso ulteriore rispetto a quanto già percepito direttamente dalla Compagnia assicuratrice. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Napoli), sentenza n. 230 del […]

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Sanzione deontologica e precedenti disciplinari

In ossequio al principio enunciato dall’art. 21 cdf, nei procedimenti disciplinari l’oggetto di valutazione è il comportamento complessivo dell’incolpato e tanto al fine di valutare la sua condotta in generale, quanto a quello di infliggere la sanzione più adeguata, per la quale occorre effettuare un bilanciamento tra la considerazione di gravità dei fatti addebitati ed […]

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La discrezionalità del Giudice disciplinare nel valutare la rilevanza delle prove

Il principio del libero convincimento opera anche in sede disciplinare, sicché il Giudice della deontologia ha ampio potere discrezionale nel valutare ammissibilità, rilevanza e conferenza delle prove dedotte. Non è pertanto censurabile, né può determinare la nullità della decisione, la mancata audizione dei testi indicati ovvero la mancata acquisizione di documenti, quando risulti che il […]

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Inadempimento al mandato: la prova mediante presunzioni del conferimento dell’incarico professionale

In base al principio accusatorio che informa il procedimento disciplinare, l’inadempimento del mandato professionale (art. 26 cdf) presuppone la prova del conferimento dell’incarico stesso, che può essere data anche mediante indizi gravi, precisi e concordanti. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Palma), sentenza n. 229 del 29 agosto 2025

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