Nei procedimenti disciplinari a carico di avvocati, l’apprezzamento della gravità del fatto e della condotta addebitata all’ incolpato, rilevante ai fini della scelta della sanzione opportuna, ai sensi dell’art. 22 del codice deontologico forense, è rimesso all’Ordine professionale, ed il controllo di legittimità sull’applicazione di tale norma non consente alla Corte di cassazione di sostituirsi al Consiglio nazionale forense nel giudizio di adeguatezza della sanzione irrogata, se non nei limiti di una valutazione di ragionevolezza, che attiene non alla congruità della motivazione, ma all’ individuazione del precetto e rileva, quindi, ex art. 360, n. 3, cod. proc. civ.
Corte di Cassazione (pres. D’Ascola, rel. Marotta), SS.UU., ordinanza n. 26270 del 26 settembre 2025
Classificazione
- Decisione: Corte di Cassazione, ordinanza n. 26270 del 26 Settembre 2025 (respinge)- Decisione correlata: Consiglio Nazionale Forense n. 390 del 25 Ottobre 2024
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