Le norme deontologiche, pur essendo fonte subordinata, costituiscono legittima espressione dell’autonomia dell’ordinamento professionale e sono volte a tutelare interessi di rango primario, quali l’affidamento della collettività nella funzione dell’avvocato e la dignità della professione, valori che trovano anch’essi copertura costituzionale. Conseguentemente, le limitazioni alla libertà di scelta del difensore e al diritto al lavoro poste dall’art. 68 cdfArt. 68 cdf – Assunzione di incarichi contro una parte già assistitaL’avvocato può assumere un incarico professionale contro una parte già assistita solo quando sia trascorso almeno un biennio dalla cessazione del rapporto professionale. L’avvocato non deve assumere u…Leggi il testo completo → (“Assunzione di incarichi contro una parte già assistita”) sono conformi a Costituzione perché pienamente giustificate e proporzionate rispetto all’esigenza di prevenire, anche solo in astratto, situazioni che possano minare la fiducia nel corretto esercizio della professione legale, specialmente in un ambito delicato come quello del diritto di famiglia (Nel caso di specie, l’incolpato aveva sostenere la necessità di un’interpretazione “costituzionalmente orientata” dell’art. 68 cdf).
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Napoli, rel. Cancellario), sentenza n. 100 del 26 marzo 2026