Categoria: Giurisprudenza CDD

  • L’invio di messaggi intimidatori, ingiuriosi e omofobi vìola i princìpi generali di probità, dignità e decoro

    L’invio di ripetuti messaggi (nella specie, sms al nuovo difensore subentrante), contenenti minacce di morte, epiteti, ingiurie, affermazioni discriminatorie e ripetute espressioni omofobe, costituisce comportamento sanzionabile con la sospensione dall’esercizio dell’attività professionale (nella specie, per sei mesi), perché gravemente violativo dei basilari princìpi di probità, dignità e decoro, a cui l’avvocato deve ispirare la propria condotta, anche nella sfera privata, a salvaguardia della propria reputazione personale e professionale, oltreché dell’immagine della classe forense.

    Consiglio distrettuale di disciplina di Genova (pres. Quattrone, rel. De Santis), decisione n. 82 del 30 giugno 2018

  • Violazione degli obblighi di dichiarazione previdenziale: non luogo a procedere disciplinarmente per divieto di doppia sanzione

    In caso di segnalazioni di mancanze connesse agli obblighi previdenziali, dopo l’iscrizione della notizia nel registro riservato va dichiarato in via preliminare il non luogo a procedere in ottemperanza al divieto del bis in idem sancito dall’art. 649 cpp (applicabile nel procedimento disciplinare ai sensi dell’art. 59 legge professionale), sulla base dell’interpretazione conforme all’art. 4 del protocollo 7 della CEDU. Pertanto, in caso di mancato invio del modello 5 gli atti vanno restituiti al COA segnalante per l’adozione delle sanzioni di stato previste dall’art. 17 della legge 576/1980, ricorrendone le condizioni.

    Consiglio distrettuale di disciplina di Ancona (plenum), delibera del 20 aprile 2016

  • Riconoscimento di debito e violazione dell’obbligo di adempiere le obbligazioni assunte verso terzi

    L’Avvocato che non restituisce le somme oggetto di una ricognizione di debito dallo stesso sottoscritta viola il disposto di cui all’art. 64 c.d.f.

    Consiglio Distrettuale di Disciplina di Perugia (pres. e rel. Colacci), decisione del 13 febbraio 2017

  • L’omessa o tardiva fatturazione di compensi percepiti

    L’avvocato ha l’obbligo, sanzionato dall’artt. 16 e 29 codice deontologico (già art. 15 cod. prev.), di emettere fattura tempestivamente e contestualmente alla riscossione dei compensi, restando irrilevante l’eventuale ritardo nell’adempimento in parola, non preso in considerazione né dal codice deontologico né dalla legge statale (DPR 633/72).

    Consiglio Distrettuale di Disciplina di Perugia (pres. e rel. Colacci), decisione del 13 febbraio 2017

  • L’inadempimento al mandato professionale (e le false rassicurazioni al cliente)

    L’Avvocato, che nonostante il mandato conferito, non svolge l’attività giudiziale prevista, rappresentando falsamente al cliente, non solo di averla intrapresa, ma di aver ottenuto l’accoglimento della domanda, consegnandogli copia di una sentenza falsificata, viola il disposto degli artt. 9 e 26 canone 3 codice deontologico.

    Consiglio Distrettuale di Disciplina di Perugia (pres. e rel. Colacci), decisione del 13 febbraio 2017

  • I limiti all’assunzione di incarichi contro ex clienti riguardano anche le attività materiali svolte per conto di colleghi

    Viola il principio dell’art. 51 c.d.f. l’avvocato che assume un incarico professionale contro una parte già assistita, quando non sia ancora trascorso un biennio dalla cessazione del rapporto professionale (Nel caso di specie, il legale depositava per conto di altro Collega documentazione integrativa a decreto ingiuntivo emesso contro un proprio assistito).

    Consiglio Distrettuale di Disciplina di Perugia (pres. e rel. Colacci), decisione del 28 dicembre 2016

  • Divieto di accaparramento di clientela: la promessa di compenso “solo in caso di vittoria”

    Costituisce illecito deontologico, il comportamento dell’avvocato che induce il cliente a conferirgli incarico di procedere in giudizio, con la promessa che gli onorari verranno corrisposti solo in caso di vittoria, giustificando poi la richiesta di compensi professionali come spese proporzionali al valore della causa e prospettando al cliente di procedere all’impugnazione della sentenza, nell’ipotesi di giudizio di primo grado negativo, gratuitamente.

    Consiglio Distrettuale di Disciplina di Perugia (pres. e rel. Bianchini), decisione del 16 dicembre 2015

  • Infedele patrocinio: appropriazione indebita e distrazione di somme ricevute dal cliente

    Costituisce illecito deontologico, passibile di radiazione e rilevante penalmente ai sensi e per gli effetti dell’art 380 c.p. (infedele patrocinio), il comportamento dell’avvocato che al fine di trarne un ingiusto profitto personale ed inducendo in errore il cliente in ordine alla necessità di svolgere le formalità relative agli atti giudiziari, si appropria delle somme messe a sua disposizione per adempimenti connessi ad attività legate all’esecuzione del mandato e segnatamente per il pagamento delle imposte relative ad atti giudiziari, falsificando modelli F23, attestanti apparentemente versamenti di imposte ipotecarie e di bollo da versare come tributi per conseguire trascrizioni, iscrizioni ed annotazioni su registri immobiliari inducendo, così, in errore anche l’agenzia del territorio in ordine all’effettivo versamento di detti tributi, procurandosi un ingiusto profitto corrispondente all’ammontare dei contributi non versati.

    Consiglio Distrettuale di Disciplina di Perugia (pres. e rel. Lombardi), decisione del 09 novembre 2015

  • L’esercizio di attività professionale in periodo di sospensione cautelare o disciplinare

    Costituisce illecito deontologico, sanzionato ai sensi dell’art. 36 c.d.f., l’esercizio abusivo della professione di Avvocato durante la sospensione cautelare a tempo indeterminato.

    Consiglio Distrettuale di Disciplina di Perugia (pres. e rel. Lombardi), decisione del 12 ottobre 2015

  • Il mancato invio del Mod. 5 ha rilevanza disciplinare

    Costituisce illecito deontologico ai sensi e per gli effetti dell’art. 16, canone 1, c.d.f., il mancato invio del Modello 5.

    Consiglio distrettuale di disciplina di Perugia (pres. e rel. Torlini), decisione del 23 maggio 2015