L’avvocato non può ricevere né mettersi in contatto diretto con la controparte che sappia assistita da altro legale

Costituisce comportamento deontologicamente scorretto prendere accordi diretti con la controparte, quando sia noto che la stessa è assistita da altro collega (art. 41 cdf). In particolare, costituiscono distinte condotte illecite sia l’aver avuto contatti diretti con la controparte che sappia assistita da altro collega (comma 2) sia l’averla ricevuta in assenza di difensore o in […]

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Procedimento disciplinare: la rilevanza probatoria delle dichiarazioni dell’esponente

Le dichiarazioni dell’esponente possono assumere da sole valore di prova quando trovano riscontro in altri elementi obiettivi e documentali, e siano altresì esenti da lacune e vizi logici. Pertanto, l’attività istruttoria espletata dal consiglio territoriale deve ritenersi correttamente motivata allorquando la valutazione disciplinare sia avvenuta non già solo esclusivamente sulla base delle dichiarazioni dell’esponente o […]

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L’omessa pronuncia del CDD su di una specifica richiesta dell’incolpato circa la dosimetria della sanzione

Il giudice disciplinare non ha l’obbligo di confutare esplicitamente le tesi non accolte, in quanto è sufficiente a soddisfare l’esigenza di un’adeguata motivazione che il raggiunto convincimento risulti da un esame logico e coerente. Conseguentemente, non vìola il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato l’omessa pronuncia del CDD su di una specifica richiesta dell’incolpato […]

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Procedimento disciplinare: la valutazione probatoria della confessione dell’incolpato

Nel procedimento disciplinare, le dichiarazioni confessorie dell’incolpato non hanno efficacia di prova legale piena, ma devono essere apprezzata unitamente ad altri elementi raccolti e possono essere valutate come prova sufficiente di responsabilità del confitente in presenza di riscontri esterni, o indipendentemente dagli stessi, quando il CDD, nel suo potere di apprezzamento delle risultanze probatorie, valuti […]

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Il principio del ne bis in idem non si applica tout court ai procedimenti disciplinari

Il “ne bis in idem” è un principio di ordine pubblico processuale che non è “esportabile” tout court nei procedimenti disciplinari avanti ai Consigli territoriali forensi(1), dovendosi limitare lo stesso alla fattispecie in cui una condotta determinata sotto il profilo fattuale, storico e temporale sia stata già in precedenza delibata nel merito dal Giudice sotto […]

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