La disciplina introdotta dall’art. 56 della l. n. 247/2012 presenta un possibile contrasto tra il comma 1 e il comma 3, dato che, pur prevedendo il comma 1 che il termine di prescrizione è di sei anni, il comma 3 stabilisce che da ogni atto interruttivo decorre un nuovo termine della durata di cinque anni. Tale possibile contrasto consiste nel fatto che, ove il primo atto interruttivo (comunicazione della notizia di illecito) intervenga prima del decorso di un anno dalla commissione del fatto, il termine di prescrizione, che il comma 1 stabilisce essere di sei anni, si ridurrebbe ad un periodo inferiore, stante la previsione della decorrenza, dall’interruzione, di un nuovo termine di cinque anni. In tale ipotesi, quindi, l’atto interruttivo, che ha notoriamente la funzione di prolungare il termine prescrizionale originario, ne comporterebbe, invece, paradossalmente, l’accorciamento, in base all’interpretazione letterale della norma, sebbene penalizzante per l’istituzione efficiente.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Masi, rel. Napoli), sentenza n. 271 del 30 dicembre 2022
– numero: 22463
– anno: 2023
– autorità: Corte di Cassazione
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Lo jus superveniens non si applica alla prescrizione dell’azione disciplinare
Corte di Cassazione (pres. Raimondi Guido, rel. Mancino Rossana), sentenza n. 22463 del 26 Luglio 2023
La prescrizione dell’azione disciplinare assicura che la pretesa punitiva dell’Ordine forense non sia esercitata in modo indefinito
Corte di Cassazione (pres. Raimondi Guido, rel. Mancino Rossana), sentenza n. 22463 del 26 Luglio 2023
La prescrizione disciplinare non può essere interrotta per più di 7 anni e mezzo
Corte di Cassazione (pres. Raimondi Guido, rel. Mancino Rossana), sentenza n. 22463 del 26 Luglio 2023
La nuova prescrizione dell’azione disciplinare segue criteri di matrice penalistica (e non più civilistici)
Corte di Cassazione (pres. Raimondi Guido, rel. Mancino Rossana), sentenza n. 22463 del 26 Luglio 2023
PRESCRIZIONE Illecito permanente – Decorrenza – Dalla cessazione della permanenza – Conseguenze – Nell’ipotesi di appropriazione di somma depositata dal cliente a titolo fiduciario – Fattispecie.
Corte di Cassazione (pres. Raimondi Guido, rel. Mancino Rossana), sentenza n. 22463 del 26 Luglio 2023
Il CNF può motivare per relationem
Corte di Cassazione (pres. Raimondi Guido, rel. Mancino Rossana), sentenza n. 22463 del 26 Luglio 2023
La mancata comunicazione dell’apertura del procedimento disciplinare
Corte di Cassazione (pres. Raimondi Guido, rel. Mancino Rossana), sentenza n. 22463 del 26 Luglio 2023
I limiti al sindacato di Legittimità sulle sentenze CNF
Corte di Cassazione (pres. Raimondi Guido, rel. Mancino Rossana), sentenza n. 22463 del 26 Luglio 2023
Illecito disciplinare a forma libera o “atipico”: l’eventuale mancata descrizione di uno o più comportamenti e della relativa sanzione non genera l’immunità
Corte di Cassazione (pres. Raimondi Guido, rel. Mancino Rossana), sentenza n. 22463 del 26 Luglio 2023
Classificazione
– Decisione: Corte di Cassazione, sentenza n. 22463 del 26 Luglio 2023 (respinge)– Decisione correlata: Consiglio Nazionale Forense n. 271 del 30 Dicembre 2022