Il giudice disciplinare può utilizzare anche ad esclusiva base del proprio convincimento le prove raccolte in un giudizio penale, salva sempre, tuttavia, l’autonomia della valutazione sulla rilevanza disciplinare del fatto.
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Patelli, rel. Atzori), sentenza n. 30 del 26 febbraio 2024
– numero: 30
– anno: 2024
– autorità: Consiglio Nazionale Forense
– tipo: sentenza
Risultati della ricerca: 6
Procedimento disciplinare e principio di acquisizione della prova
Consiglio Nazionale Forense (pres. Patelli Alessandro, rel. Atzori Ettore), sentenza n. 30 del 26 Febbraio 2024
Il principio del libero convincimento opera anche in sede disciplinare
Consiglio Nazionale Forense (pres. Patelli Alessandro, rel. Atzori Ettore), sentenza n. 30 del 26 Febbraio 2024
Le sole (e mere) dichiarazioni dell’esponente non bastano a ritenere provato l’addebito
Consiglio Nazionale Forense (pres. Patelli Alessandro, rel. Atzori Ettore), sentenza n. 30 del 26 Febbraio 2024
In dubio pro reo: il principio di presunzione di non colpevolezza vale anche in sede disciplinare
Consiglio Nazionale Forense (pres. Patelli Alessandro, rel. Atzori Ettore), sentenza n. 30 del 26 Febbraio 2024
Esclusa la responsabilità disciplinare nel caso di quadro probatorio contraddittorio
Consiglio Nazionale Forense (pres. Patelli Alessandro, rel. Atzori Ettore), sentenza n. 30 del 26 Febbraio 2024
La rilevanza istruttoria in sede deontologica delle prove raccolte nel processo penale
Consiglio Nazionale Forense (pres. Patelli Alessandro, rel. Atzori Ettore), sentenza n. 30 del 26 Febbraio 2024
Classificazione
– Decisione: Consiglio Nazionale Forense, sentenza n. 30 del 26 Febbraio 2024 (accoglie) (assoluzione)– Consiglio territoriale: CDD Firenze, delibera del 13 Novembre 2027 (censura)